mercoledì 20 dicembre 2017

L’inverno è la Poesia in casa

Non odio la neve, il freddo, i cieli grigi, gli acquazzoni, ne' l'inverno ,anzi ,mi pare quasi arrivino puntuali come certi stati d'animo di sospensione e silenzio, quei momenti di paralisi a metà strada tra gli slanci della mente e l'immobilità' del corpo, un lento riaversi alla fine dell'ultima spesa. 
Vetri appannati e poi rigati, i passi stretti con le mani in tasca; quelle gocce di luce che rimangono stese sul filo del balcone , lo specchio che ricopre la mulattiera infangata e ti rimanda un cielo limpido ad onta del temporale appena sparito.
Certo non ho voglia di frugare con le dita sopra un berretto di lana pungente per dare sollievo alla cute ne' di sperimentare l'incontinenza da freddo a tempo determinato, 
ma i fumetti di poche parole ma buone che si nebulizzano nell'aria pungente della sera all'imbrunire, la luce di un focolare, la coltre pesante che avvolge la notte ma non la schiaccia...ci sono cose che valgono il sacrificio dell'inverno perché lo addolciscono di un gusto che trovi solo dentro uno strato superficiale di ghiaccio. 
Prendere per mano una poesia una notte d’autunno ,mentre il cielo fuori minaccia l’inverno ,e portarla al riparo ,dopo averla raccolta dal filo....









mercoledì 22 novembre 2017

Il negativo del silenzio (da "Indefinizione" post del maggio 2016)

Da questa notte non smetto di correre.
Ho "incontrato" l'autore di una delle poesie che sono entrate nella storia della mia memoria poetica senza ch'io lo sapessi. Non lo cercavo e mi ha trovata col suo tratto d'inchiostro evidenziato sul bianco della mia inconsapevolezza.
Abbiamo saltato tutte le presentazioni, sarebbero state inutili come un temporale che annuncia il suo arrivo con copiose gocce sull' asciutto d'un davanzale; le sue parole infatti si sono stese accanto a me, silenziose, diversi anni fa, hanno preso voce di rivolo di tanto in tanto come richiamate da una sete d'inaridimento. 
Fu amore a prima vista , oserei dire come un flash della mente che a distanza di tempo ancora abbacina e focalizza un ricordo in continuo sviluppo d'espressione.
Si sono felice, felice, e corro come il ragazzo del giornale a darvene notizia con un pezzo in bianco e nero....la foto la potete ben immaginare:


"La poesia è il negativo del silenzio.
Un giorno nell'acido delle parole
compare il suo viso.
Nessuna lacrima negli occhi.
I tre diamanti brillano immobili
confitti nel suo petto. "

Ghiannis Ritsos 

traduzione di Nicola Crocetti


Ricordatemi – disse. Ho percorso migliaia di chilometri
senza pane, senz’acqua, sopra pietre e spine,
per portarvi pane e acqua e rose. La bellezza
non l’ho mai tradita. Ho spartito equamente tutti i miei averi.
Non ho tenuto nulla per me. Poverissimo. Con un giglietto di campo
ho illuminato le nostre notti più feroci. Ricordatemi.
E perdonatemi quest’ultima tristezza: Vorrei
mietere ancora una volta con la falce sottile della luna
una spiga matura. Rimanere sulla soglia a guardare
masticando il grano, un chicco dopo l’altro, con gli incisivi
ammirando e benedicendo questo mondo che lascio,
ammirando anche Colui che sale il colle nel tramonto dorato. Osservate:
Sulla manica sinistra ha una toppa quadrata color porpora.
Non si distingue chiaramente. Soprattutto quella volevo mostrarvi.
E forse soprattutto perciò varrà la pena che mi ricordiate.
Ghiannis Ritsos
Karlòvasi, 30.VII.87 ( I negativi del silenzio 1987)


Ghiannis Ritsos, Poeta Greco per nulla anonimo...sebbene io non conoscessi la paternità della poesia annidatasi tra i miei ricordi .
Adesso si apre un sipario di conoscenza sui suoi versi che cercherò d'esaudire nel breve tempo.

Fu definito poeta d'idee politiche e per questo spesso vietato in Grecia, sua patria, ma noi cercheremo di cogliere tutto del poeta-uomo senza tralasciare nulla.


domenica 12 novembre 2017

Degradare d’autunno

Sono in debito di passi lunghi verso questo posto che per l'assenza avrebbe da raccontare un cammino intero, anche senza piedi ...
A suon di battiti sono stata altrove con l'intenzione di trovare le parole del ritorno ma con la consapevolezza che la costruzione d'un equilibrio poetico è una filosofia di vita che ha intrecci di bellezza in ogni luogo: virtuale, reale, immaginato....soprattutto interiore.
Quello che è stato difficile trovare in questi ultimi cinque anni passati a vivere la crescita della mia famiglia, con l'idea di quest'ultima, ma senza progetto, ed allo stesso tempo con la fortuna di non dover attendere il tempo della "realizzazione", è sicuramente quell'estrema estraniazione da tutto e da tutti , quel momento in cui finisci a far rumore solo nelle stanze della tua mente, a rimuginare su pensieri, azioni, fatti , incontri, e l'intenzione di non uscire più senza che il confronto con queste cose abbia recitato la sua parte sincera nel teatro misero o lussuoso del tuo io, mentre un pubblico non più numeroso di una formica, un topo, un ragno abbia seguito la smorfia del cambiamento.
Ma puntuale di questi tempi tutta la bellezza percepita non la si riesce proprio a contenere.
Ho riversato fiumi di bellezza su tutto cio' che potevo ed ho ricevuto più di quanto mi aspettassi, così la poesia si è di volta in volta mutata in disegno , fotografia , musica, vita bucolica; sulla lettura stiamo ancora lavorando, è un respiro che mi manca come fossi in apnea , attendo il momento dell'aria aperta con il surrogato d'una finestra a portata d'occhio.











Sono venuta ai piedi del loto ad osservare il degradare d'autunno,
con la sua goccia d'ambra e rame a traboccare la quiete d'un cuore,
un sole esangue raggomitola i raggi dove il più acuto degli occhi non sa vedere,
solo il dondolare di qualche foglia gorgheggia il suo respiro nel silenzio,
destando la nostalgia muta d'un lunatico chiarore.
GZ



Anche "leggere" evidentemente è Malinconia ...come "Leggersi" ....
e' sentirsi vicini e anche lontani
è viaggiare stando fermi
è vivere altre vite ....
ma la luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai
sembra quasi la felicità
sembra quasi l'anima che va
sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma
è solo l'anima che sa
che anche il dolore servirà.....

buon ascolto

venerdì 7 luglio 2017


















"L'amore qui non passa".......eppure lo sento in questo post-O.....

Negramaro


Negli occhi di un bambino
uno sguardo da gigante
nei sogni di una donna
la bellezza irriverente
un vecchio che rincorre
quell'attimo fuggente
l'avesse preso prima
non ne avrebbe fatto niente
un tetto che si apre
dalla casa piove il cielo
qualcuno lo raccoglie
per poi farne del veleno
da bere a sorsi lenti
come gocce di cristallo
c'è una ragazza sola
che da sempre aspetta il ballo

L'amore qui non passa mai

Nel bacio degli amanti
che si scambiano i silenzi
c'è una storia da buttare
e un'altra tutta da rifare
nei sottoscala bui
e di questi angoli dispersi
c'è un cumulo di polvere
e desideri da mischiare
un cane si accontenta
di pisciare contro i muri
nessuna terra nuova
per cui valga fare i duri
il gatto resta fermo
a fissarlo sopra i tetti
quella ragazza ha perso
anche l'ultimo dei denti

L'amore qui non passa
l'amore qui non passa e non si vede ancora
l'amore qui non passa mai

l'amore qui non passa
l'amore qui non passa e non si vede ancora
l'amore qui non passa mai

Nell'ombra dei ricordi
di chi non ha mai vissuto
c'è uno che somiglia a te
e non l'hai riconosciuto
nei soldi che contiamo
c'è una smania devastante
di rimpicciolire il tempo
di accorciare le distanze

Nei segni che conservo
sulla pelle sei cicatrice
se bruci forte ancora
non è vero quel che si dice
da qui è passato amore
e se n'è andato svelto
ma sei rimasta mia
sei intrappolata dentro

E l'amore qui non passa
e l'amore qui non passa
e l'amore qui non passa mai

E l'amore qui non passa
e l'amore qui non passa mai

L'amore qui non passa
l'amore qui non passa e bruci forte ancora
l'amore qui non passa mai
mai

https://youtu.be/WMsWWT8sH5M






venerdì 20 maggio 2016

Indefinizione

" La poesia e' il negativo del silenzio,
un giorno nell'acido delle parole
vedi spuntare il suo volto"

Ricordo esattamente il giorno che lessi questa poesia, era una dedica scritta nella prima pagina di un piccolo libro della raccolta di poesie "Le vertigini di Icaro" , forse non erano esattamente queste le parole ma la mia memoria me le ha restituite con questa versione ......sto cercando ancora l'autore!
E' uno di quei casi in cui qualcosa ricevuta in prestito nella restituzione diviene un regalo.
Il regalo e' ciò che rimane dell'assenza.

Amo la poesia perché nella sua indefinizione vive la bellezza della comunicazione non verbale.

Sono andata via per sempre dalla costruzione di questo equilibrio poetico ma inciampando negli avverbi di tempo, più volte , sono tornata al tempo che non torna.
La minaccia della mia permanenza e' seria oggi come allora, se solo vi avessi fatto un regalo potrei attendere adesso i vostri passi su ciò che mi fu ostacolo.

GZ




venerdì 28 novembre 2014

Morfologia del sentimento



“L’Arte è il fantasma di una nuova nascita.
Ci mostra la bellezza del travaglio fino a farci percepire la morfologia di un sentimento.

Poi senza interruzioni ci riporta indietro alla vigilia del parto.”

GZ

mercoledì 26 novembre 2014

Il vestito dell'assenza





Il pensiero di te corre sulla pelle come brivido trattenuto nell’apnea di un istante.
Mi chiedo come sia possibile andarcene in giro con il vestito dell’assenza...
Sapere che l’abito tolto non tornerà più a scaldarci nel suo abbraccio a nessun cambio di stagione,
seppure lo desideriamo con tutta l’urgenza di cui siamo capaci fino a gelare di lacerazioni.
Mi affido alla spontaneità del divenire; alla sincerità della natura che fa mostra dell’oggi e non promette il domani eppure si perpetua nel suo rinascere in altre forme ..e alla speranza che quella fessura di luce tra cielo e terra sia una risposta che ancora e ora non comprendo.
Ora so che il tempo non esiste.

GZ

mercoledì 12 novembre 2014

Autunno









Scendo a gocce come da un rubinetto che perde.
Mani che non riesco a vedere hanno chiuso la manopola più volte.
Il flusso ingarbugliato del mio sentire è rimasto intrappolato in enormi bolle d’aria ora che ho allentato l’imbarazzo, ma l’anticamera del mio ingresso è un imbuto incrostato che mi accoglie all’improvviso e cerca di dare forma al contenuto singhiozzante della mia espressione.
Raccolgo le forze e innaffio un terreno misto di contraddizioni .
Mi perdo nel torpore di questa stagione, evaporo sulla pelle arsa di questa foglia e mi nutro del suo abbraccio mentre si contrae sul peso del cambiamento.
Tempo che percorro con sbavature di lumaca, le giornate corte muoiono dentro me quando si spegne il sole ed io indugio con lo sguardo sull'ultimo chiarore , lancio ponti di evasione mentre la sera sopraggiunge sulla mia ultima occasione.
Un urlo di vento annuncia il domani alla finestra della mia attenzione.


Goccia a goccia ricompongo lo specchio del mio pozzo e attendo un tinello che venga, dissetandosi ,a liberarmi ....non prima però di aver ceduto vibrazioni della propria sete sul riflesso di un'immagine.

GZ

venerdì 11 luglio 2014

Quel che sfugge dell'orizzonte.....

Questo cielo increspato d'indaco mi riconcilia con il fruscio di foglie sospinte dal vento che immagino accompagnino i miei passi in questi giorni interrogativi.
Qualche sporadica goccia limpida sembra venuta giù solo dagli spazi azzurri tra i ricamati di grigio a dissetare la pelle.
Vorrei lasciarmi andare anch'io a rivoli eppure sento la ruggine delle parole...
no, loro no, non riescono su queste gocce a fluire.
Ho cambiato ufficio.
Un trasloco indolore in un altrove di un paio di metri guadagnato con piccoli passi.
Qui paradossalmente ho il mondo alle spalle e i miei pensieri indugiano 

Quello che sfugge dell'orizzonte......
L'occhio umano che osserva sa bene che quel che sfugge dell'orizzonte non è ravvisabile solo nella verosimile proiezione che la coda lascia intravedere ma si stende alle spalle ignare di chi guarda e non sempre riesce a spostarsi verso un altra prospettiva.....neppure con l'intuizione....
elemosiniamo occhiali e poi usiamo anche l'immaginazione ma non esistono simili diottrie ne' siffatti prestigiatori, non è per noi quella "visione".

Questo non è un post triste.
Ma sento il sapore chiaramente dolce della malinconia nell'aria che serve per leggere i sottintesi. 

Potrebbe questo essere un ritorno?

GZ
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