venerdì 25 aprile 2025

Amore : sproloquio

 Probabilmente il motivo principale per il quale è nato in punta di parole era quello di parlare d'amore , di provare almeno a muovere quei passi senza ruzzolare sulle ipotesi. Badate bene che non stiamo per banalizzare il sentimento. Ecco ! così ora sapete che l'amore non è inteso qui solo in un modo,  come quello verso la persona amata che quando era sconosciuta abbiamo immediatamente creduto di sapere chi fosse ma non chi è diventata. Né di un'amore solo pensato, vivo  vero, intenso talvolta più svuotante del vissuto.  Né ,figuriamoci, solo di quello per tutte le cose figlie , pezzi che da noi si separano e fuori da noi vivono come se dalle loro narici potessimo noi stessi conoscere l'unico vero respiro. Né poi, ancora, quello verso il quale ci sentiamo discendenti, fulcro di un'origine imperitura e mai sceverata ; nodo che non si dipana e non si avvolge,  occhio diretto che non muove palpebra e mai stanca. No l'Amore è uno , tutti quelli prescinde. Compresi anche i non "detti" li com-prende e li comprende. 

Eppure questo argomento mi ha sempre scoraggiato la Parola.
Ho sdrucito le membra,  battuto la testa,  graffiato la cute,  scorticato il fiato,  affaticato muscoli e sfinito il pensiero stirandolo quanto più potessi su rocce di ragione.  L' ho punto con chiodi fini e ferrosi di congetture poi l'ho lasciato esanime su letti disfatti di riposi inutili e non si è mostrato . Anzi per quanta forza infliggessi ai miei tentativi mi tentava sempre più con l'astuzia disarmante della semplicità.  Non si è concesso se non poco e per sbaglio ma solo per incalzarmi e darmi il tormento ,offuscarmi la vista e la via e avvolgermi col suo alito familiare ma sempre nuovo su un vortice di sogno, poi  lasciarmi al centro della rotonda e smarrirmi l'orientamento.
Ora anch'io come voi ho due piedi soltanto e per non scegliere una via sola rimpiangendo le altre, tutte un giorno provai a percorrerle.  Ansante di stento ho esteso il fervore come fossi all'inizio del cammino anche quando avrei voluto fermarmi e prendere la rincorsa dei polmoni  nello spazio di un vuoto ,  serrare lo sguardo sul nulla e aprirlo sull'arrivo sia pur di un'allucinazione. 

{Ho preso tempo ma non si è trattenuto.  
Ho preso aria ma non l'ho respirata.
Ho preso coraggio e qui mi spinge;
su campi bianchi senza fine perché possa disegnare con i colori delle vene : rosso, blu , viola a perdizione. Ho sempre avuto problemi con l'arancione e attimi interminabili ho dedicato all'ocra di un maglione.  
Poi dentro al disegno ho pensato che c'è tempo per la descrizione.
C'è sempre tempo per l'abbraccio petrolio di una poltrona, il ruggine di una moquette,  il grigio ramificato del marmo.
Avessi saputo rappresentarlo il bagliore l'avrei fatto: Tono su tono.  
Vi ho scritto un libro senza parole e ho saputo da un daltonico che c'è solo confusione . 
Mi scuso ed al momento per questo sproloquio mi fermo solo alla prefazione. }

L'Amore è il tema principale ma lo centri solo per distrazione.


P. S. Questo testo era in attesa come bozza dal 2021, ora non me la sento di modificarlo. È nato così... come solo un amore può nascere. 

sabato 24 novembre 2018

Ritornerai "Estate"

Estate.......


L'acqua rimbocca di frescura
la mia pelle panata di sabbia e sale
mentre il contorno sfuocato delle mie labbra
accarezza parole mute
l'odore di umido e di sole si nebulizza
fin dentro le narici del pensiero
aprendo le finestre del respiro
io penso alla tua mano fresca
che sfiora ogni aggettivo
e al brivido di quest'estate non ancora finita
che inciampa su nuvole di passi senza infradito
verso il cielo della sera.



sabato 23 giugno 2018

A gambe levate addirittura si vola

A gambe levate addirittura si vola ! una grande verità per in punta di parole....



domenica 18 marzo 2018

Il logopedista del cuore

Poeta è l'Ostetrica del cuore
accarezza la fronte madida
Incoraggia al verbo
Verso di gioia o di dolore
Non fa differenza
Poiche' poesia è ferita sempre aperta
Che con poesia appena nata si rimargina

Poeta è il logopedista del cuore
Estimatore del genere muto
Custode di tre o quattro parole
Colte alla semplicità d'una bocca puerile
Ed affidate al Tempo di un'articolazione

G.Z


martedì 6 marzo 2018

Un mandorlo per poeta - Agromandorle Bio Jato

Voglio condividere con voi la storia della nostra azienda Agromandorle Bio Jato attraverso immagini e parole e Poesia.
Attualmente la nostra pagina è solo su fb ed io stessa ho creato qualche disegno illustrativo per pubblicità " home made".




Questo mandorlo fu poeta per me nei giorni dell'infanzia ,quando forte della giovane età e rigoglioso ,elargiva copiosi frutti alle nostre timide mani ; fu poeta ancora e di più allorché carico degli anni continuò a fiorire sui nostri passi adolescenti allietandoli di bello e di buono; la sua poesia divenne sempre più visibile ai nostri occhi di adulti con il suo germogliare ancora per metà ,e per metà , ma con tutto se stesso ,come se la sua sostanza si fosse concentrata nell'unica parte ancora viva, concedersi; la sua nodosa presenza un monito; la sua immagine ,più nitida nella memoria che in queste ultime foto , è per noi un simbolo di resistenza al tempo e ai cambiamenti della vita. 

Un pò di storia

Agromandorle Bio Jato
Solo il buono che la terra ci offre rispettando l'ambiente e la salute ricercando il Gusto unico nel frutto antico.
L'azienda nasce principalmente dall'idea di far fiorire un frutto con millenni di storia e già largamente disponibile ma nel contesto unico di un territorio che ricerca il gusto nella salubrità degli alimenti biologici e vede la propria coltivazione estendersi nel suggestivo panorama della Valle dello Jato proprio dove sorge il Museo Jatino "Case D'Alia" ed a pochi km di distanza dal Parco archeologico dell'antica Città Jato.
La voglia di offrire un prodotto di qualità si è coniugato con il desiderio di far conoscere un piccolo angolo del mondo, il nostro; qui l'ultimo ricordo dei nostri passi di bambini ci vedeva intenti ad ammirare un nodoso mandorlo fiorire per metà e per metà poi riempirci le mani con il suo frutto ancora acerbo e verde fuori ma delicato e candido dentro il guscio legnoso, di una bontà tale che ne richiedeva il consumo immediato prima ancora che avvenisse la sua maturazione definitiva. Il tempo ha lasciato maturare questa memoria dentro di noi fino ad oggi permettendoci di materializzarla nello stesso ambiente pressoché intatto con la stessa semplicità di cui gode un frutto quasi spontaneo.













  • In questo periodo la fioritura del nostro mandorleto si protrae ancora resistendo all'incertezza del cielo. 


"Nodi di rami e germogli fioriti, seta bianca e rosa antico, nella trasparenza del sole la luminosa promessa del frutto è già nel vestito ." 
G.Z.

"Pur vorrei maturar da radice/ la mia linfa nel vivido tutto/ e con alterno vigore felice/suggere il sole e prodigar il frutto." Clemente Rebora


giovedì 22 febbraio 2018

Il verso di Dio


"La poesia è il verso di Dio.
Tra tutti i versi che potevo conoscere
quello di qualche animale
timidamente da imitare
ad eccezione di quelli che strisciano al suolo
e di quelli che sanno volare
conosco il verso dell'uomo
quando nasconde la ferita di un male
quando la luce di una gioia rivela
conosco il silenzio e lo parlo anche
ma non conosco che il verso dell'uomo
quello soltanto"

G.Z.




mercoledì 7 febbraio 2018

Concetta Cimino : Poesia in assenza di poesia


I giorni stanno passando sui miei pensieri come cingoli sul tappeto di fiori schiusisi in giardino dopo la notte di pioggia . Sminuzzati tra terra e aria, evaporati, aria loro stessi che riprendo inalando sentimenti. Le lune sembrano moltiplicarsi nel quadro dell'assenza appena appeso in casa,  illuminando il vuoto del distacco come cono di luce fissa e fredda su palco di vita.
Surreale è il momento che realizza.
Mentre continua a piovere e la tela trasuda l'emozione dell'occhio interiore.
Questo potpourri di umori è il letto di ricordi indimenticabili legati alla poesia di Concetta Cimino.
Poesia che esiste e r-esiste, come resisteva, all'assenza di poesia.
E sebbene io non sia nel suo ritratto di famiglia a costatarne la mancanza il mio pensiero vive nell'orfanotrofio di cuori a cui regala voce in tanti dei suoi componimenti poetici, racconti , pensieri , riflessioni.
Ho avuto l'onore di consumare un po' di tempo insieme, di conoscerne la vita, il pensiero dalla sua stessa voce prima che dalla sua mano, di sedere alla stessa tavola ed accompagnarla anch'io alla presentazione di alcuni dei suoi racconti in giro per la Sicilia ; non per ultimo di condividere nel cuore gli stessi luoghi di mare, due dei quali vissuti qualche giorno insieme: Capo d'Orlando ( lido di San Gregorio) e Salina. Qui e nell'intimità della Sua Palermo ha trovato il suo angolo di paradiso anche nell'inferno delle brutture di cui è stata bersaglio ,trovando la forza di strapparsi di dosso le frecce e riporle al suo arco per farne punte ferme di scrittura ed indirizzarle all'orizzonte ben più ampio dei luoghi non calpestabili : i diritti alla verità giusta e alla giustizia vera ....all'umanità e all'integrità ... al riscatto personale.
La sua poesia é nata in assenza di poesia trasformando la non poesia, per questo non potrò scordarla e so che anche per questo vorrebbe essere ricordata ; per i suoi sorrisi, il suo amore per la famiglia, per la sua voglia di scoperta, per la bellezza che le si faceva appresso, per il suo essere esploratrice del mondo davanti a sé ma anche dietro le quinte.
Tutte le orchidee che coltivava siano spontanee nel giardino che la ospita, Ibiscus fioriti per ogni pensiero inespresso e pomodori appena raccolti presso il suo orto.
D.ssa in Giurisprudenza, autrice di romanzi "Giuro sulla libertà" Lussografica, "Fiori di Capperi" Cofise, "I tre coriandoli Rossi" e Giustizia in contumacia" Mimesis edizioni con il quale ha vinto il primo premio narrativa "Premio internazionale letterario Elio Vittorini"; e ancora le raccolte poetiche  "pensieri in libertà" , "Ogni giorno è una vita", "La donna che fu figlia" "Una passeggiata dell'anima in Sicilia" e altri,  ma no non sto parlando di un curriculum ...scoprirete la persona speciale più che dalle mie parole direttamente dalle sue :



"Per scrivere delle poesie, bisogna avere dentro della poesia; per scrivere un romanzo, bisogna avere dentro delle emozioni da raccontare; per scrivere delle sentenze di giustizia, bisogna avere dentro le ferite strazianti di dolore per fatti di giustizia ingiusta."

Dal libro "Novanta sfumature di giallo" C. Cimino

"Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nello stesso capezzolo
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso."


dal libro" Novanta sfumature di giallo" di C.Cimino


"Se solo potessi
nello stesso palpito
nello stesso istante:
leggermi i versi dell'anima,
dissolvermi nella fecondità del pensiero,
carezzare un bozzolo e la sua seta,
baciare le labbra, sfiorando con le dita,
schegge striscianti di passione,
racchiudere nello sguardo 
stille di pioggia,riflesso d'arcobaleno,
accogliere 
nel grembo delle mani
tra le stelle infinite,
un rifulgente brillio;
e in una rete,
una goccia di acqua di mare.
Lambire, come un leggero venticello,
petali di gelsomino e fiori di mandorlo,
abbandonare, con ali piumose, il vortice,
fuliggine nera di consapevole affanno
Se solo potessi, in quest'istante
Accorgermi che qualcuno, ancora mi ama."

C.Cimino

....Con le mani strette l'una all'altro contenere la solitudine dei pomeriggi assolati e delle notti sconvolte dal vento e da grandi gocce di pioggia ed insieme sorridere ai ritagli di figure e di tramonti che incolliamo nel nostro collage quotidiano....

"Potrei… ecco potrei scrivere un libro di argilla soffiata, leggero senza una trama che abbia un inizio e una fine: è un libro con sempre fogli nuovi , dove posso disegnare una linea o scrivere una sola lettera e alla fine poter leggere tanti racconti per ogni foglio che era diventato ognuno senza linea di orizzonte, senza un frontespizio .
Non c’erano punti, in quando non c’era inizio, non c’erano punti interrogativi in quando tutto era comprensibile; ogni numero di pagina era un numero a sé, di tantissimi altri numeri.
In questo libro infinito ci si può perdere come perdersi nella natura con ogni specie di fiori, con ogni odore …con la rugiada che allieva l’arsura del sole, con delle donne che conosci e che sono madri accoglienti, strade che hai percorso da ragazza, strade che conoscono la fatica del cammino in salita, muri grigi ed abbattuti, sbriciolati …alcuni parzialmente ricostruiti .
L’assenza dell’ultima pagina si giustifica con la mia voglia infinita di innalzarmi fino all’estasi di quel sogno iniziato alla nascita e costruito nei particolari nel tempo e poi da estranei crudeli alla fine distrutto ma solamente io, capace di ricreare l’estasi del sogno.Un libro magico , finalmente capace di non raccontare il tempo ma il pensiero senza i limiti del ragionamento ed il confronto."

dal libro" il viaggio nell'alzheimer" di C.Cimino 








All'Incredulità di questi dieci giorni seguirà il ricordo vivo e un'incontro continuo con la parola.
GZ












martedì 23 gennaio 2018

La fede del Poeta


"Poesia è per pochi fedeli
metro di misura dell'attesa
che l'anima delle cose si riveli"

GZ


domenica 21 gennaio 2018

Il Paesaggio











"Il Paesaggio si rimirava nello specchio del mio occhio
come sulla superficie quieta d'un piccolo stagno
e si espandeva fino a farlo traboccare

Il mio occhio marrone s'immergeva nei colori del paesaggio
come un sasso gettato lì
nello stagno di prima."

GZ

martedì 16 gennaio 2018

Dove cielano il loro carico le ali del tempo?

Dove cielano il loro carico le ali del tempo ?

Vorrei poter riposare senza sentire l'ora scoprirmi
Ma la poesia mi chiama senza parole
Ed io so che per risponderle dovrò svegliare la voce
Siamo noi il tempo che cerchiamo
Potessimo svuotare un solo attimo che ci esplode dentro
Avremmo svelato anche gli anni perduti
Potessi io conoscere il luogo dove cielano il loro carico le ali del tempo

Non posso osservare le ali del tempo
E non soffrire per il carico che portano altrove
E non tentare di seguire il carico che cielano ....
Chissà dove !

venerdì 12 gennaio 2018

Poesia



"Esisto solo con te
Non dissolvere il mio sangue
nell'aria che muovi 
per andare via "

G.Z.


mercoledì 3 gennaio 2018

Quanti giri su se stesso







































quest'anno i sospesi ricoprono il cielo delle cose compiute, e più passano gli anni più prendo ad essere il modulo d'un test a risposta multipla dove gli interrogativi s'affollano nella fatica d'allontanare il dubbio verso la certezza d'una definizione.
Forse il vacillare è l'unica stabilità possibile.
Ce lo insegna l'universo , quanti giri su se stesso ! Per restare in piedi, rimanere dritti, non cadere al fondo ; quante piroette su parole non dette per somigliare a un verso senza essere diversi.
Niente definizioni! Vivere è la naturale perdita d'equilibrio sulla propria interpretazione dell'essere vivi, la porta attraversata la quale fagocitiamo l'esistenza e percorriamo il cammino.
Sto sempre sul filo del discorso e non mi arrendo, tra tacco e punta avanzo e talvolta mi armo di matita, non per la possibilità d'una cancellazione ma per la certezza del cambiamento, che costruiamo la strada solo procedendo.

Le mie uniche certezze :

"Dietro il loro profilo riposa l'alba che attendo,
Gli scorre nel letto degli occhi
la schiuma imperiosa della vita
Senza argini né timore,
Portando con se i miei giorni
nati ad interrogare vani remi di precisione
Brilla quella goccia di sole tra le ciglia
e  s'acquieta ogni domanda . "

mercoledì 20 dicembre 2017

L’inverno è la Poesia in casa

Non odio la neve, il freddo, i cieli grigi, gli acquazzoni, ne' l'inverno ,anzi ,mi pare quasi arrivino puntuali come certi stati d'animo di sospensione e silenzio, quei momenti di paralisi a metà strada tra gli slanci della mente e l'immobilità' del corpo, un lento riaversi alla fine dell'ultima spesa. 
Vetri appannati e poi rigati, i passi stretti con le mani in tasca; quelle gocce di luce che rimangono stese sul filo del balcone , lo specchio che ricopre la mulattiera infangata e ti rimanda un cielo limpido ad onta del temporale appena sparito.
Certo non ho voglia di frugare con le dita sopra un berretto di lana pungente per dare sollievo alla cute ne' di sperimentare l'incontinenza da freddo a tempo determinato, 
ma i fumetti di poche parole ma buone che si nebulizzano nell'aria pungente della sera all'imbrunire, la luce di un focolare, la coltre pesante che avvolge la notte ma non la schiaccia...ci sono cose che valgono il sacrificio dell'inverno perché lo addolciscono di un gusto che trovi solo dentro uno strato superficiale di ghiaccio. 
Prendere per mano una poesia una notte d’autunno ,mentre il cielo fuori minaccia l’inverno ,e portarla al riparo ,dopo averla raccolta dal filo....









mercoledì 22 novembre 2017

Il negativo del silenzio (da "Indefinizione" post del maggio 2016)

Da questa notte non smetto di correre.
Ho "incontrato" l'autore di una delle poesie che sono entrate nella storia della mia memoria poetica senza ch'io lo sapessi. Non lo cercavo e mi ha trovata col suo tratto d'inchiostro evidenziato sul bianco della mia inconsapevolezza.
Abbiamo saltato tutte le presentazioni, sarebbero state inutili come un temporale che annuncia il suo arrivo con copiose gocce sull' asciutto d'un davanzale; le sue parole infatti si sono stese accanto a me, silenziose, diversi anni fa, hanno preso voce di rivolo di tanto in tanto come richiamate da una sete d'inaridimento. 
Fu amore a prima vista , oserei dire come un flash della mente che a distanza di tempo ancora abbacina e focalizza un ricordo in continuo sviluppo d'espressione.
Si sono felice, felice, e corro come il ragazzo del giornale a darvene notizia con un pezzo in bianco e nero....la foto la potete ben immaginare:


"La poesia è il negativo del silenzio.
Un giorno nell'acido delle parole
compare il suo viso.
Nessuna lacrima negli occhi.
I tre diamanti brillano immobili
confitti nel suo petto. "

Ghiannis Ritsos 

traduzione di Nicola Crocetti


Ricordatemi – disse. Ho percorso migliaia di chilometri
senza pane, senz’acqua, sopra pietre e spine,
per portarvi pane e acqua e rose. La bellezza
non l’ho mai tradita. Ho spartito equamente tutti i miei averi.
Non ho tenuto nulla per me. Poverissimo. Con un giglietto di campo
ho illuminato le nostre notti più feroci. Ricordatemi.
E perdonatemi quest’ultima tristezza: Vorrei
mietere ancora una volta con la falce sottile della luna
una spiga matura. Rimanere sulla soglia a guardare
masticando il grano, un chicco dopo l’altro, con gli incisivi
ammirando e benedicendo questo mondo che lascio,
ammirando anche Colui che sale il colle nel tramonto dorato. Osservate:
Sulla manica sinistra ha una toppa quadrata color porpora.
Non si distingue chiaramente. Soprattutto quella volevo mostrarvi.
E forse soprattutto perciò varrà la pena che mi ricordiate.
Ghiannis Ritsos
Karlòvasi, 30.VII.87 ( I negativi del silenzio 1987)


Ghiannis Ritsos, Poeta Greco per nulla anonimo...sebbene io non conoscessi la paternità della poesia annidatasi tra i miei ricordi .
Adesso si apre un sipario di conoscenza sui suoi versi che cercherò d'esaudire nel breve tempo.

Fu definito poeta d'idee politiche e per questo spesso vietato in Grecia, sua patria, ma noi cercheremo di cogliere tutto del poeta-uomo senza tralasciare nulla.


domenica 12 novembre 2017

Degradare d’autunno

Sono in debito di passi lunghi verso questo posto che per l'assenza avrebbe da raccontare un cammino intero, anche senza piedi ...
A suon di battiti sono stata altrove con l'intenzione di trovare le parole del ritorno ma con la consapevolezza che la costruzione d'un equilibrio poetico è una filosofia di vita che ha intrecci di bellezza in ogni luogo: virtuale, reale, immaginato....soprattutto interiore.
Quello che è stato difficile trovare in questi ultimi cinque anni passati a vivere la crescita della mia famiglia, con l'idea di quest'ultima, ma senza progetto, ed allo stesso tempo con la fortuna di non dover attendere il tempo della "realizzazione", è sicuramente quell'estrema estraniazione da tutto e da tutti , quel momento in cui finisci a far rumore solo nelle stanze della tua mente, a rimuginare su pensieri, azioni, fatti , incontri, e l'intenzione di non uscire più senza che il confronto con queste cose abbia recitato la sua parte sincera nel teatro misero o lussuoso del tuo io, mentre un pubblico non più numeroso di una formica, un topo, un ragno abbia seguito la smorfia del cambiamento.
Ma puntuale di questi tempi tutta la bellezza percepita non la si riesce proprio a contenere.
Ho riversato fiumi di bellezza su tutto cio' che potevo ed ho ricevuto più di quanto mi aspettassi, così la poesia si è di volta in volta mutata in disegno , fotografia , musica, vita bucolica; sulla lettura stiamo ancora lavorando, è un respiro che mi manca come fossi in apnea , attendo il momento dell'aria aperta con il surrogato d'una finestra a portata d'occhio.











Sono venuta ai piedi del loto ad osservare il degradare d'autunno,
con la sua goccia d'ambra e rame a traboccare la quiete d'un cuore,
un sole esangue raggomitola i raggi dove il più acuto degli occhi non sa vedere,
solo il dondolare di qualche foglia gorgheggia il suo respiro nel silenzio,
destando la nostalgia muta d'un lunatico chiarore.
GZ



Anche "leggere" evidentemente è Malinconia ...come "Leggersi" ....
e' sentirsi vicini e anche lontani
è viaggiare stando fermi
è vivere altre vite ....
ma la luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai
sembra quasi la felicità
sembra quasi l'anima che va
sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma
è solo l'anima che sa
che anche il dolore servirà.....

buon ascolto

venerdì 7 luglio 2017


















"L'amore qui non passa".......eppure lo sento in questo post-O.....

Negramaro


Negli occhi di un bambino
uno sguardo da gigante
nei sogni di una donna
la bellezza irriverente
un vecchio che rincorre
quell'attimo fuggente
l'avesse preso prima
non ne avrebbe fatto niente
un tetto che si apre
dalla casa piove il cielo
qualcuno lo raccoglie
per poi farne del veleno
da bere a sorsi lenti
come gocce di cristallo
c'è una ragazza sola
che da sempre aspetta il ballo

L'amore qui non passa mai

Nel bacio degli amanti
che si scambiano i silenzi
c'è una storia da buttare
e un'altra tutta da rifare
nei sottoscala bui
e di questi angoli dispersi
c'è un cumulo di polvere
e desideri da mischiare
un cane si accontenta
di pisciare contro i muri
nessuna terra nuova
per cui valga fare i duri
il gatto resta fermo
a fissarlo sopra i tetti
quella ragazza ha perso
anche l'ultimo dei denti

L'amore qui non passa
l'amore qui non passa e non si vede ancora
l'amore qui non passa mai

l'amore qui non passa
l'amore qui non passa e non si vede ancora
l'amore qui non passa mai

Nell'ombra dei ricordi
di chi non ha mai vissuto
c'è uno che somiglia a te
e non l'hai riconosciuto
nei soldi che contiamo
c'è una smania devastante
di rimpicciolire il tempo
di accorciare le distanze

Nei segni che conservo
sulla pelle sei cicatrice
se bruci forte ancora
non è vero quel che si dice
da qui è passato amore
e se n'è andato svelto
ma sei rimasta mia
sei intrappolata dentro

E l'amore qui non passa
e l'amore qui non passa
e l'amore qui non passa mai

E l'amore qui non passa
e l'amore qui non passa mai

L'amore qui non passa
l'amore qui non passa e bruci forte ancora
l'amore qui non passa mai
mai

https://youtu.be/WMsWWT8sH5M






venerdì 20 maggio 2016

Indefinizione

" La poesia e' il negativo del silenzio,
un giorno nell'acido delle parole
vedi spuntare il suo volto"

Ricordo esattamente il giorno che lessi questa poesia, era una dedica scritta nella prima pagina di un piccolo libro della raccolta di poesie "Le vertigini di Icaro" , forse non erano esattamente queste le parole ma la mia memoria me le ha restituite con questa versione ......sto cercando ancora l'autore!
E' uno di quei casi in cui qualcosa ricevuta in prestito nella restituzione diviene un regalo.
Il regalo e' ciò che rimane dell'assenza.

Amo la poesia perché nella sua indefinizione vive la bellezza della comunicazione non verbale.

Sono andata via per sempre dalla costruzione di questo equilibrio poetico ma inciampando negli avverbi di tempo, più volte , sono tornata al tempo che non torna.
La minaccia della mia permanenza e' seria oggi come allora, se solo vi avessi fatto un regalo potrei attendere adesso i vostri passi su ciò che mi fu ostacolo.

GZ




venerdì 28 novembre 2014

Morfologia del sentimento



“L’Arte è il fantasma di una nuova nascita.
Ci mostra la bellezza del travaglio fino a farci percepire la morfologia di un sentimento.

Poi senza interruzioni ci riporta indietro alla vigilia del parto.”

GZ

mercoledì 26 novembre 2014

Il vestito dell'assenza





Il pensiero di te corre sulla pelle come brivido trattenuto nell’apnea di un istante.
Mi chiedo come sia possibile andarcene in giro con il vestito dell’assenza...
Sapere che l’abito tolto non tornerà più a scaldarci nel suo abbraccio a nessun cambio di stagione,
seppure lo desideriamo con tutta l’urgenza di cui siamo capaci fino a gelare di lacerazioni.
Mi affido alla spontaneità del divenire; alla sincerità della natura che fa mostra dell’oggi e non promette il domani eppure si perpetua nel suo rinascere in altre forme ..e alla speranza che quella fessura di luce tra cielo e terra sia una risposta che ancora e ora non comprendo.
Ora so che il tempo non esiste.

GZ

mercoledì 12 novembre 2014

Autunno









Scendo a gocce come da un rubinetto che perde.
Mani che non riesco a vedere hanno chiuso la manopola più volte.
Il flusso ingarbugliato del mio sentire è rimasto intrappolato in enormi bolle d’aria ora che ho allentato l’imbarazzo, ma l’anticamera del mio ingresso è un imbuto incrostato che mi accoglie all’improvviso e cerca di dare forma al contenuto singhiozzante della mia espressione.
Raccolgo le forze e innaffio un terreno misto di contraddizioni .
Mi perdo nel torpore di questa stagione, evaporo sulla pelle arsa di questa foglia e mi nutro del suo abbraccio mentre si contrae sul peso del cambiamento.
Tempo che percorro con sbavature di lumaca, le giornate corte muoiono dentro me quando si spegne il sole ed io indugio con lo sguardo sull'ultimo chiarore , lancio ponti di evasione mentre la sera sopraggiunge sulla mia ultima occasione.
Un urlo di vento annuncia il domani alla finestra della mia attenzione.


Goccia a goccia ricompongo lo specchio del mio pozzo e attendo un tinello che venga, dissetandosi ,a liberarmi ....non prima però di aver ceduto vibrazioni della propria sete sul riflesso di un'immagine.

GZ

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